ELETTRICO


SMART HOUSE SRL affianca il cliente con l’obiettivo di incrementare l’efficienza energetica globale riducendo i consumi energetici ed i costi relativi.

POMPE E VENTILATORI a giri variabili:
L’utilizzo di pompe e ventilatori a giri variabili consente effettivamente una riduzione della potenza elettrica assorbita ai carichi parziali, mentre altri sistemi non solo non garantiscono una riduzione dei consumi,ma possono provocarne un aumento in seguito a fenomeni dissipativi. Tali soluzioni consentono di ridurre il numero di giri del motore in funzione del carico richiesto, e di conseguenza la potenza elettrica assorbita.

MOTORI AD ALTA EFFICIENZA:
Migliorare l’efficienza energetica del motore significa incrementarne il rendimento, ossia ridurne il fabbisogno di potenza elettrica assorbita a parità di potenza meccanica prodotta.
I motori elettrici ad alta efficienza presentano un rendimento più alto delle macchine tradizionali perché hanno minori perdite. Le perdite in un motore elettrico sono di diversa natura:

  • perdite meccaniche, per attrito interno e per ventilazione
  • perdite nel ferro a vuoto, dovute all’isteresi magnetica che si manifesta nel nucleo di statore
  • perdite per correnti parassite, indotte nel nucleo di statore dalle variazioni di flusso magnetico
  • perdite per effetto Joule, proporzionali al quadrato della corrente circolante negli avvolgimenti di statore e rotore


Nei motori ad alta efficienza queste perdite sono state ridotte intervenendo sui materiali o modificando alcuni elementi costruttivi, quali:

  • nucleo, realizzato con lamierini a basse perdite che diminuiscono le dissipazioni a vuoto
  • sezione maggiorata dei conduttori di statore e rotore, per ridurre le perdite per effetto Joule
  • attenta scelta del numero di cave e della geometria delle stesse


RIFASAMENTO:
In elettrotecnica, la potenza attiva assorbita da un utenza elettrica monofase è espressa mediante la relazione:

P = V I cosΦ

Dove Φ rappresenta l'angolo di sfasamento tra i vettori tensione e corrente. Maggiore è lo sfasamento tra tensione e corrente e, in virtù della formula sopra esposta, minore risulterà la potenza attiva: la sola potenza “utile” (in grado, cioè, di trasformare l'energia elettrica in lavoro meccanico).
I carichi induttivi, quali i motori elettrici, i televisori, i personal computer e le lampade fluorescenti, determinano lo sfasamento della corrente rispetto alla tensione (cosΦ <1) causando la produzione di energia reattiva (espressa in kVarh).

La potenza reattiva, non solo non può essere trasformata in lavoro meccanico ma causa anche il transito in rete di corrente induttiva con le conseguenze tecniche ben note:

  • aumento della corrente circolante nei conduttori, che impone il loro sovradimensionamento e possibili problemi per surriscaldamento
  • cadute di tensione nella rete di distribuzione interna
  • riduzione della potenza attiva trasportabile lungo i cavi.


La potenza reattiva induttiva, quindi, costituisce un carico supplementare per i generatori, i trasformatori e le linee di trasporto e distribuzione, impegnando il fornitore di energia a sovradimensionare i propri generatori.

La presenza di valori di così particolarmente bassi comporta quindi una serie di oneri, sia diretti (penalità applicate dal distributore elettrico: un’utenza non rifasata correttamente o completamente può generare oneri per mancato rifasamento), sia indiretti (impianto elettrico sottodimensionato), con cattive qualità tecniche di gestione e trasporto dell'energia elettrica.

Si definisce rifasamento qualsiasi provvedimento adoperato per aumentare il fattore di potenza cosΦ (valore ottimale >= 0,9) di un dato carico, allo scopo di ridurre (a parità di potenza attiva assorbita) il valore della corrente che circola nell'impianto, e quindi la potenza elettrica complessivamente consumata. In questo modo, infatti, diminuisce l'assorbimento di potenza apparente, con importanti benefici anche dal punto di vista economico: attualmente, se cosΦ 0,9, l’utente deve pagare una penale sulla bolletta elettrica tanto maggiore quanto piu cosΦ e basso.

Esistono sostanzialmente due metodi di rifasamento:
  • Inserimento di condensatori in parallelo agli impianti alimentati
  • Utilizzo di condensatori rotanti


Le batterie di condensatori possono essere installate in tre maniere differenti sull’impianto da rifasare, a seconda dell’ubicazione dell’installazione:

  • Rifasamento distribuito, se i condensatori sono installati a monte di ogni singola utenza. E la migliore soluzione del punto di vista tecnico in quanto permette di ridurre anche le perdite e le cadute di tensione nei conduttori a monte e non richiede particolari organi di protezione e manovra. D’altro canto, se gli apparecchi da rifasare sono molti, questa soluzione può risultare meno economica delle altre.
  • Rifasamento centralizzato, se si decide di installare una batteria di condensatori unica per tutto l’impianto, di norma posizionata a monte di tutte le utenze, che interviene in funzione della potenza reattiva da compensare. E il più semplice e il meno costoso, ma non riduce le cadute di tensione e le perdite di corrente nell’impianto a valle.